Il giorno del voto
Perché Ohio fa rima con “ma Obama come ne esce da questo midterm?”
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è rimasto a Washington ad aspettare la tempesta. E’ rientrato alla Casa Bianca per la vigilia elettorale dopo aver fatto domenica la dodicesima missione in Ohio, lo stato che più di ogni altro rappresenta l’intersezione fra la natura locale e quella nazionale delle elezioni di midterm. Oggi gli americani decidono quale volto avrà il nuovo Congresso e, allo stesso tempo, inevitabilmente esprimono un giudizio sui due tribolati anni dell’Amministrazione Obama. Leggi Indagini sulla prossima sconfitta di Barack Obama di Giuliano Ferrara
6 AGO 20

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è rimasto a Washington ad aspettare la tempesta. E’ rientrato alla Casa Bianca per la vigilia elettorale dopo aver fatto domenica la dodicesima missione in Ohio, lo stato che più di ogni altro rappresenta l’intersezione fra la natura locale e quella nazionale delle elezioni di midterm. Oggi gli americani decidono quale volto avrà il nuovo Congresso e, allo stesso tempo, inevitabilmente esprimono un giudizio sui due tribolati anni dell’Amministrazione Obama. Tradizionalmente l’Ohio non è soltanto uno fra gli stati in bilico, ma l’immagine in scala degli umori politici del paese e perciò uno dei target più gettonati per la campagna elettorale. E’ lì che Obama ha fatto una delle ultime cavalcate presidenziali ed è lì che nemmeno due anni dopo ha cercato – con scarso successo – di rassicurare il paese sullo stato dell’economia. Nello stato del midwest Obama è andato soprattutto per sostenere la rielezione del governatore Ted Strickland, leggermente indietro nei sondaggi rispetto all’avversario John Kasich.
Oltre a essere un baluardo democratico in uno stato storicamente in bilico, Strickland ha fatto una cosa molto rara per i candidati liberal in questa campagna di midterm: ha sostenuto Obama. Invece di tacere le affinità con il presidente e puntare sulle differenze, il governatore ha detto che “non si possono vincere le elezioni scappando dai propri amici” e ha incassato il caldo sostegno del presidente, eccezione in una campagna in cui la Casa Bianca si è distinta per i modi tiepidi verso i candidati democratici. Strickland incarna il gemello locale di Obama e una sua vittoria sarebbe fondamentale per il presidente anche alle presidenziali del 2012, dove l’Ohio è un passaggio praticamente obbligato per la vittoria. Se Strickland sarà rieletto, i democratici faranno passare un messaggio rivoluzionario: l’endorsement di Obama fa bene al partito; una sconfitta confermerebbe per i democratici lo scenario apocalittico che indicano gli ultimi sondaggi e aprirebbe le porte a un nuovo Congresso repubblicano con il ruolo di grande tessitore affidato al prossimo speaker della Camera, John Boehner. Anche lui dall’Ohio.
Oltre a essere un baluardo democratico in uno stato storicamente in bilico, Strickland ha fatto una cosa molto rara per i candidati liberal in questa campagna di midterm: ha sostenuto Obama. Invece di tacere le affinità con il presidente e puntare sulle differenze, il governatore ha detto che “non si possono vincere le elezioni scappando dai propri amici” e ha incassato il caldo sostegno del presidente, eccezione in una campagna in cui la Casa Bianca si è distinta per i modi tiepidi verso i candidati democratici. Strickland incarna il gemello locale di Obama e una sua vittoria sarebbe fondamentale per il presidente anche alle presidenziali del 2012, dove l’Ohio è un passaggio praticamente obbligato per la vittoria. Se Strickland sarà rieletto, i democratici faranno passare un messaggio rivoluzionario: l’endorsement di Obama fa bene al partito; una sconfitta confermerebbe per i democratici lo scenario apocalittico che indicano gli ultimi sondaggi e aprirebbe le porte a un nuovo Congresso repubblicano con il ruolo di grande tessitore affidato al prossimo speaker della Camera, John Boehner. Anche lui dall’Ohio.
Leggi Indagini sulla prossima sconfitta di Barack Obama di Giuliano Ferrara